Escape room di cosa si tratta veramente?

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In questi mesi stanno spopolando le escape room.Ma di cosa si tratta veramente?

Sono luoghi in cui i giocatori vengono rinchiusi in una o più stanze.Lo scopo del gioco è di trovare indizi, risolvere enigmi e puzzle per poter uscire in soli 60 minuti.

Si tratta di un gioco di squadra in cui i giocatori da 2 a 6 dovranno collaborare attivamente e, dividendosi i ruoli, dovranno aprire lucchetti ed entrare in stanze con passaggi segreti per poter uscire o scoprire i segreti.

E’ un gioco o meglio una esperienza di gioco reale in cui i giocatori vivranno 60 minuti immersivi in una scenografia curata nei dettagli e dove gli stessi potranno evadere dalla realtà per conseguire uno scopo comune in un determinato lasso di tempo.

Gli adulti e i ragazzi metteranno così in moto il loro cervello e faranno ragionamenti di logica e pensiero laterale  per risolvere tutti gli enigmi.

Non sarà facile fare il 100%, ma non vi lasciate abbattere dalla percentuale bassa, perché questi giochi sono molto difficili e spesso per ottenere il 100% dovrete provare almeno 2 volte…

Le escape room dunque sono una nuova realtà di intrattenimento per gruppi di amici, per famiglie, per ragazzi, per ogni occasione in cui si mettono alla prova le proprie abilità logiche e di pensiero deduttivo immersi in una realtà diversa.

Le escape room si differenziano tra loro attraverso modalitá di gioco diverse. Ci sono Room in cui si entra e l’ unica finalità che si ha è quella di uscire aprendo più lucchetti possibili collegati tra loro semplicemente dagli aiuti che vi vengono dati a monitor o a voce. Queste Room sono infatti prive di storia, ma non per questo meno divertenti.

Ci sono Room invece che possiedono una storia e quindi i giocatori dovranno seguire il filo della narrazione attraverso trailer esplicativi e fogli in cui viene descritto lo scenario e la storyboard. Sono molto ben ambientate queste Room e ci si immerge completamente, come in un film.

Tra queste inoltre bisogna fare una distinzione importante. Alcune hanno un filo logico lineare in cui un indizio porta al seguente e quindi ogni lucchetto aperto vi condurrà ad un’ altro da aprire e così via. Questa è una dinamica di gioco lineare in cui il gruppo si trova ad esaminare gli stessi indizi contemporaneamente.

La seconda tipologia di Room con storia sono quelle, a mio avviso più divertenti, in cui la linea di gioco è dinamica e ci si trova dunque a dividersi per analizzare diversi indizi e risolvere diversi enigmi. Spesso questa modalità viene fraintesa o capita male. Lo scopo in questo caso è di dividere il gruppo ad esempio di 6 giocatori in sottogruppi più piccoli per analizzare e risolvere le diverse linee di gioco facendo si che i giocatori non si ammassino tutti su un indizio, ma collaborino attivamente. Non emergerà dunque un solo leader di squadra, ma più di uno che collaboreranno per comporre un quadro generale di gioco che farà lavorare tutti equamente, facendoli comunicare e collaborare di più tra loro.

Queste esperienze dunque sono molto immersive e fanno raggiungere ai giocatori uno stao di flow facendogli perdere totalmentemla cognizione del tempo e distraendoli dalle preoccupazioni della vita comune.

Ma questo è solo uno degli aspetti positivi di questo gioco. Infatti sono adatti a creare team, consolidarli, creare relazioni interpersonali con collaborazioni atte a raggiungere uno scopo comune in un lasso di tempo limitato. Aiuta dunque a organizzare meglio le priorità ed a uscire da una zona di confort comune per entrare in una storia immersiva in cui dapprima ci si sente spiazzati e  disorientati, per poi raggiungere una sintonia di azioni messe in atto dal gruppo per uscire.

Sembrerebbe dunque un gioco, ma in realtà le Escape Room sono formative, divertenti e innovative.

Anziche trascorrere i nostri weekend su un divano, davanti alla tv passivamente e senza parlare o confrontarsi, vi consiglio vivamente di uscire a vivere esperienze come questa. Ne rimarrete affascinati e divertiti.

Buon weekend a tutti…

Da Blogger.com: Giornaleinevoluzione

Emanuela Magnelli